Piazza Libertà a Tortoreto, In Abruzzo, è stato il palcoscenico de “La Forza dell’Immagine Femminile Semplicemente Potente”: un evento unico dove moda, glamour e inclusività sono stati gli ingredienti per lanciare un forte messaggio.
Organizzato dalla consulente d’immagine Sonia Iampieri, dalla Psicologa e Psicoterapeuta Dott.ssa Ilaria Di Sabatino, dall’artista e ballerina Valentina Tosti e dal negozio Edward’s di Alba Adriatica, alla manifestazione sono intervenuti politici ed autorità in rappresentanza del Comune di Tortoreto e dal Consiglio Reginale della regione Abruzzo, che hanno patrocinato e sostenuto l’iniziativa.
Un evento che è un vero e proprio manifesto, femminile e non femminista, dove si è sottolineato quanto, ancora oggi, una donna debba lottare per affermare la sua unicità, per avere socialmente la stessa importanza lavorativa ed economica di un uomo e, soprattutto, scontrarsi contro degli stereotipi ancora troppo radicati in una società patriarcale.
La libertà di potersi vestire come si vuole, indipendentemente dalla fisicità e dall’età: chi lo dice che una donna a cinquanta anni non possa indossare certi capi; che se un uomo si mette in mostra è naturale e se a farlo una donna non è appropriato. Perché per quanto fingiamo ancora oggi questa mentalità è una realtà: se una cantante si spoglia è perché non ha talento e vede grazie al corpo ma, se a farlo è un uomo, allora è un sex symbol.
Sulla piazza hanno sfilato donne di ogni tipologia, bellissime nel loro essere uniche, in abiti meravigliosi che le hanno rese le vere regine della serata.
Da sempre la donna è stata raccontata come se dovesse ogni giorno creare la sua vita per diventare una perfetta “Cenerentola”: bella, bionda, perfetta, perché solo in questo modo riuscirà a trovare il suo principe. Ma chi ha detto che una donna per affermarsi debba avere necessariamente un uomo accanto. Un principe, quello della favola, che oltretutto per ritrovarla deve calzarle una scarpetta, perché neppure l’ha vista con una attenzione tale da riconoscerla in volto.
“Cenerentola in fondo è una stronza”: una trappola nascosa in una favola che vuole una donna impeccabile, senza difetti, che solo in questo modo può trovare l’amore.
Certe favole ci hanno sempre fatto del male: quelle che assimiliamo da bambini hanno un impatto profondo sulla nostra percezione del mondo e del posto che abbiamo in esso.
Le storie sono potenti e hanno in sé un che di primitivo, un seme, una piccola lezione morale che si radica nella mente del lettore e che, alla fine, sboccia in una credenza. L’arte della narrazione ha una storia antica quanto quella della civiltà umana.
È tempo di scrivere una nuova storia, quella di una donna la cui forza e immagine femminile è semplicemente potente; una donna che è tale ad ogni stagione della vita, che deve poter urlare la propria libertà e personalità senza il giudizio della gente, che non si senta obbligata ad usare mille filtri prima di postare una foto, solo per camuffare le sue imperfezioni, la sua insicurezza nata da prototipi stupidi creati dalla società. Viva le donne libere.






