Francesco Iacino, artista e ballerino famoso a livello internazionale, è un da molti anni un personaggio molto conosciuto nel settore.
La sua carriera spazia dal teatro, all’insegnamento, fino alla presenza in innumerevoli programmi televisivi.
È stato ballerino in serie tv Rai come “Sandokan”, in programmi storici come Domenica In, Telethon o in eventi speciali come la trasmissione Rai con Massimo Ranieri, o MinaCelentano accanto a Roberto Bolle, con Fiorello in “Stasera Fiorello”, fino al tour estivo di Renato Zero.
A teatro ha preso parte a spettacoli come “Romeo e Giulietta”, la “Carmen” con la Roma City Ballet Company, la “Turandot” al teatro dell’opera di Roma, fino a spettacoli quali il festival della Valle D’Itria o in film come “Un cielo stellato” di Giulio Base.
Un personaggio poliedrico capace di mixare la danza, punto focale della sua formazione, anche con l’interpretazione attoriale che ogni ruolo richiede.
Per la sua professionalità è una figura autorevole anche in veste di docente in scuole, accademie, seminari e masterclass.
Come è nata la passione per l’arte della danza?
Mi viene difficile rispondere a questa domanda, credo sia nata propria con me; nonostante questo ho però iniziato solo al primo liceo a praticare questa disciplina. All’inizio mio papà non voleva ma,
dopo avermi visto per la prima volta su un palco, cambiò idea diventando il mio primo fan e sostenitore.
Hai studiato sia danza classica che moderna/contemporanea giusto?
Ho iniziato studiando solo danza moderna, successivamente ho studiato danza classica prettamente in accademia e al termine ho intrapreso anche un percorso professionale di danza contemporanea.
Che differenza c’è nell’approccio, ad esempio, del ballare in un programma tv o in teatro?
Le differenze sono molteplici. Le più essenziali sono sicuramente il palco ed il pubblico. È diverso il contesto in cui ti trovi a lavorare: chi viene in teatro è li unicamente per te e spesso da una “preparazione” diversa.
Il lato positivo della televisione è invece la visibilità, il far parte di un programma creato per intrattenere anche un pubblico più ampio e diversificato,
Cosa ami di più fare?
Sinceramente non ho preferenze, perché amo tutto ciò che riguarda la danza: sono esperienze e contesti diversi che ti permettono anche di sperimentare cose nuove.
Parlaci della tua figura in veste di docente. Stimolante?
Ho iniziato a 29 anni ad insegnare danza, prima di allora non sentivo di aver fatto ancora abbastanza esperienze al punto tale da poterle trasmettere agli allievi.
E’ molto stimolante perché, oltre ad insegnare la tecnica, entri in contatto anche con quel lato creativo e di passione.
Come vedi il futuro della danza in Italia?
Da un po’ di anni faccio fatica a vedere un futuro roseo per la danza in Italia; purtroppo, ci sono molte mancanze nel sistema politico e burocratico. Per rispondere in modo completo a questa domanda dovrei aprire un mondo, quindi meglio non approfondire. Dico solo che basta osservare, ad esempio, paesi come la Germania o la Francia e come vivono gli artisti: vengono tutelati, rispettati come lavoratori, perché appunto non viene considerata una semplice passione ma un vero e proprio lavoro, remunerato anche con dignità. Purtroppo, in Italia non sempre accade e su certe cose, pur essendo il paese dell’arte, siamo molto indietro su parecchie cose,
Consigli per chi vuole intraprendere il tuo percorso?
Se da un lato nella danza c’è bisogno di tanta passione, dall’altro c’è anche tanto sacrificio, costanza, determinazione e rinunce. Non bisogna mai limitarsi e sicuramente, appena si è pronti e si ha la possibilità, è utile anche fare esperienza all’estero.
Sei un bellissimo ragazzo, hai mai pensato ad una carriera come attore o nel mondo della moda?
Il mondo della moda come modello, considerando i miei 175 cm di altezza, è un settore complicato. Anche se mi affascina molto perché è anche quello un settore ricco d’arte e creatività; magari un giorno, per la parte dei servizi fotografici, potrebbe arrivare qualcosa e ne sarei certamente felice.
Per quanto riguarda l’attore, in diversi lavori mi è stato consigliato di sfruttare appunto la mia telegenia e quindi intraprendere quel percorso. Dopo una serie di consigli mi ero anche mezzo convinto, ma l’ho fatto con il manager sbagliato e quindi ho lasciato perdere, non ho mai iniziato.
Ma nella vita arrivano spesso delle occasioni quando meno te lo aspetti: quindi non mi precludo nulla, in nessun campo artistico.



