Maschere è l’ultimo singolo di Nikita Pelizon e rappresenta il vero inizio del suo progetto musicale.
La canzone ha preso forma durante la sua presenza al Grande Fratello, nella casa più spiata d’Italia, ed è stata elaborata una volta uscita da quell’esperienza.
Nikita ha affrontato insulti e denigrazioni da parte di oltre 100.000 persone: veniva etichettata come “porta iella”, “strega”, “falsa”, “attrice”. Una violenza verbale e psicologica, che continua ancora oggi, e che può portare chiunque ad abbattersi e non solo, come successe già in passato con Mia Martini o come recentemente abbiamo potuto vedere con Paolo, il ragazzo 14enne di Latina.
Le parole spesso hanno un peso grande come macigni.
Nikita stessa, inizialmente, ne è stata colpita facendo difficoltà ad uscire di casa: proprio da quel dolore era nata Unika, la sua canzone precedente lanciata con ADA di Warner, con la quale era stata invitata a parlare al Senato dando un messaggio ai più giovani- Unika era stata il modo per ricordare a sé stessa di essere unica e di non sentirsi in colpa o sbagliata.
Dopo Unika, l’attacco ischemico, la dipendenza emotiva, la paura dello stalking subito, la fuga verso la sua città natale per cercare un luogo sicuro, l’operazione al cuore; Nikita ha scelto di partecipare a un duetto con Puntino, prodotto dal noto Francesco Contadini. Un brano in cui testo rifletteva in modo sorprendente ciò che stava vivendo:
“Non sarà facile sai, ma non sarà inutile mai,
ti diranno mutati e tu cambia e grida al vento,
dell’incredibile soffio di chi ancora ha tempo,
dell’imperdibile volo di un’anima pura,
che non ha più paura di ritornare a sé
nel vento di una nuova età.”
Nel videoclip di quel duetto, Nikita aveva già inserito messaggi simbolici e visivi che raccontavano gli anni vissuti, lasciando tracce e spoiler sul futuro lancio di Maschere. Un approccio creativo che la contraddistingue: come Pollicino, ama disseminare “briciole di pane” per chi la segue, invitando il pubblico a scoprire i suoi messaggi nascosti lungo il cammino.
Maschere è stato il lavoro di un anno e mezzo, un progetto lungo e intenso che ha visto la collaborazione di artisti e professionisti come Marco Garbi, Randy Merril, Fabio Zinchelli, Alessandro Aruffo, Simone Ermacora e Palo Alto Studio.
Con Maschere, Nikita compie un passo oltre: non solo una difesa personale, ma un manifesto universale. È una canzone per chi viene bullizzato, per chi subisce mobbing, per chi si trova schiacciato dall’invidia o dall’emarginazione, ma anche per chi bullizza e giudica. Ricorda ai primi di rimanere in piedi, unendo ogni pezzo di sé stessi, continuando a camminare col cuore; ricorda ai secondi di guardarsi dentro, perché i problemi che proiettano sugli altri sono in realtà dentro di loro.
La data di uscita del brano non è casuale, ricordando che da quel 19 settembre Nikita rimase all’interno della casa per sette mesi.
Un percorso in cui, man mano, i pochi amici di viaggio uscivano, lasciandola circondata quasi soltanto da attori e maschere.
Il videoclip ufficiale su YouTube richiama quei momenti, trasformando quell’esperienza in arte. Perché, come nel kintsugi giapponese che ripara le crepe con l’oro, Maschere è il gesto di trasformare le ferite in bellezza e verità.



