Nel contesto europeo, Oksana Kuzmenko, è una brillante rappresentante di una nuova professione: la lobbista, termine che in realtà sottolinea una figura che è una stratega culturale, una comunicatrice e che lavora su un nuovo modello di partnership reputazionale.
Il suo approccio è una combinazione di fiducia, connessioni sistemiche e una profonda comprensione di come funziona esattamente l’infrastruttura per ottenere un ottimo riconoscimento personale.
In un mondo in cui l’efficacia si misura non solo con i numeri, ma anche con la capacità di influenzare, il muoversi in un contesto pubblico assume un nuovo significato. Se un tempo l’influenza era associata esclusivamente alla politica o all’economia, oggi diventa un ponte tra talenti e opportunità, tra chi ha potenziale e chi ha risorse.
Oksana Kuzmenko è un’ucraina che vive in Italia da oltre 20 anni. Durante questo periodo, non solo si è integrata in un nuovo ambiente, ma ne è diventata parte integrante, guadagnando credibilità nei principali circoli culturali, economici e della moda in Europa. È conosciuta a Roma, Milano, Montecarlo, Cannes, Vienna e Parigi come persona che non si limita ad apparire agli eventi, ma ne sostiene l’organizzazione, i contenuti e i risultati. Dagli eventi alla Mostra del Cinema di Venezia ai programmi culturali in collaborazione con l’UNESCO, Oksana agisce come moderatrice d’impatto, stratega della presenza e architetto della fiducia. La sua forza speciale è in una reputazione costruita non attraverso gli spettacoli, ma attraverso i fatti. Lavora con circoli chiusi, frequentati non da persone a caso, dove gli accordi sono fissati a parole e il nome è già una garanzia. Lei è il ponte attraverso il quale si può andare in scena.
“L’Europa non sempre riconosce i titoli, ma la coerenza e l’affidabilità sì. Non avendo io dei privilegi, la mia unica forza era il lavoro, la professionalità e il risultato”- dice Kuzmenko.
Per questo motivo è spesso invitata come figura di fiducia in ambiziosi progetti internazionali, soprattutto dove è necessario coniugare cultura, capitali e contenuti. La sua visione è una strategia di presenza pubblica con un orizzonte lungo, in cui ogni decisione è costruita sui valori piuttosto che sull’hype.
Oksana Kuzmenko non è solo una produttrice o un mentore. È principalmente un architetto di strategia pubblica, cioè una persona che costruisce sistemi di reputazione con una intersezione tra affari, cultura, media e diplomazia pubblica. Il suo portfolio include collaborazioni con marchi, fondazioni e industrie creative. Il suo punto di forza risiede nell’elevato rapporto di fiducia tra gli stakeholder. Il suo nome è una garanzia di reputazione. Il suo approccio è una sinergia di consulenza privata, attività pubblica e una profonda comprensione di come funzionano le nuove forme di influenza.
Oksana non utilizza mai modelli: ogni nuovo progetto è una storia unica che richiede una propria logica di sviluppo. Per implementare una tale storia, viene formato un team separato dei migliori specialisti: designer, strateghi, esperti di media, culturologi, manager. La strategia e la tattica sono sempre adattate alla personalità, al contesto, alle ambizioni e agli obiettivi del cliente.
Tra i suoi casi c’è l’organizzazione di un grande evento internazionale nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia. Stiamo parlando del primo nella storia del festival e fino ad oggi l’evento più imponente del leggendario Hotel Excelsior, dove tradizionalmente soggiornano attori, registi e produttori di fama mondiale. È stato grazie ai contatti personali e a un approccio strategico al format che l’evento ha acquisito ampia risonanza e si è integrato nel contesto del festival come punto di intersezione tra cultura, business e comunicazione pubblica.
“Viviamo in un’economia di fiducia. E se non hai ancora accesso alla porta giusta, non significa che la tua opinione non sia importante. Hai solo bisogno di qualcuno che faccia il primo passo per te. E spesso divento proprio quel passo”- dice Kuzmenko.
Ecco che il proprio personal branding, la sua creazione e sviluppo, diventa il mezzo per nuove possibilità lavorative, dove si accentua l’importanza del “capitale persona”. Il suo lavoro è una moderna mediazione strategica, nel senso migliore del termine e forse questo approccio,diventerà la base di un nuovo futuro imprenditoriale nel mondo.

