CABARET: LA MAGISTRALE INTERPRETAZIONE DI LUCA POZZAR

La messa in scena di “Cabaret”, con Arturo Brachetti, evidenza tutta la bravura artistica di Luca Pozzar e del cast. 

In scena per il secondo anno consecutivo, Cabaret racconta al pubblico la Berlino degli anni 30, quella degli eccessi, dei bordelli, della viva vita notturna; una Berlino dove gli artisti bramavano per viverci, complice la frenesia delle sue correnti artistiche fino all’ascesa, prima in sordina e poi in modo prepotente, del nazismo.
Una città di contrasti, passioni e decadenza, in un mix di emozioni che il cast del musical è capace di trasmettere allo spettatore.
La versione, con la regia di Arturo Brachetti e Luciano Cannito, con la produzione di Fabrizio di fiore entertainment e attualmente in scena a Torino fino al 19 gennaio, è uno spettacolo divertente, a tratti irriverente ma capace di evidenziare anche il lato più drammatico di quegli anni.
Brachetti diventa protagonista sul palco con il suo ruolo quasi di narratore, da collante, che unisce le varie parti dei personaggi e della storia; immancabili anche alcuni passaggi di trasformismo, quello che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Protagonisti principali della vicenda sono i personaggi di Clifford Bradshaw (interpretato da Luca Pozzar). scrittore americano arrivato Berlino per cercare ispirazione e della giovane Sally (interpretata da Laura Galigani).
La Galigani si rivela un’artista incredibile per doti vocali e interpretative, capace di far suo un personaggio molto complesso e per tutti legato all’immagine di Liza Minelli nell’omonimo film che vinse 8 oscar: la sua è una Sally molto personale, teatrale e convincente.
Una vera rivelazione è Luca Pozzar nei panni di Clifford Bradshaw.
Pozzar è capace di raccontare lo scrittore in modo ironico, divertente e leggero nella prima parte, fino a trasmettere tutto il dolore e la sofferenza del personaggio nell’atto finale.
Oltre alla voce incredibile, le doti attoriali evidenziano la sua caratura artistica derivante dai suoi studi e dalla sua carriera.
Riesce come pochi a sottolineare due anime di uno stesso personaggio, di un Bradshaw che arriva a Berlino giovane e pieno di speranze e che va via uomo, con un bagaglio di esperienze, delusioni e dolore; Luca Pozzar questo cambiamento lo fa arrivare dritto al pubblico, in modo forte e drammatico, in un crescendo di emozioni ben dosate durante tutte le due ore di spettacolo.

Nello spettacolo ci sono anche altri artisti, che rendono il cast perfettamente amalgamato e a fuoco, rendendo tutto lo spettacolo assolutamente convincente: Simonetta Cartia e Toni Mazzara (Fraulein Schneider e Herr Schultz gli anziani innamorati), Giulia Ercolessi, la giovane signorina Kost e Niccolò Mininzio,  il nazista Ernst Ludwig; Ensemble composto da Felice Lungo, Elisabetta Dugatto, Francesco Cenderelli, Ivana Mannone, Simone Centonze, Mia Cassandro, Michele Iacovelli e Beatrice Burelli. A loro si aggiunge la band dal vivo composta da Gian Marco Careddu, Ermanno Dodaro, Paolo Rocca e Roberto Rocchetti.

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